Nel quadro delle visite istituzionali che il Presidente del CRA Sicilia Michele Cavarretta effettua nel corso della stagione sportiva alle 12 sezioni siciliane, venerdì
29 marzo, è stata la volta della nostra sezione, e il Presidente insieme ai Componenti regionali Francesco Oneglia e Alessandro D'Annibale, sono stati ricevuto dal Presidente Biagio Girlando presso la
Sala conferenze del Monumento ai Mille, a Marsala. Ovviamente insieme al Presidente Girlando anche moltissimi associati presenti per l’occasione che hanno ascoltato
con interesse i vari argomenti esposti nel corso della Riunione, ed in prima battuta la disamina del gruppo di arbitri, assistenti ed osservatori della sezione inquadrati
nell’Organo Tecnico Regionale. La riunione è poi continuata con la proiezione di una serie di video con situazioni particolari di comportamenti, vicende e altro considerati negativi
e pertanto da attenzionare ed evitare durante l’attività arbitrale a livello regionale. La RTO si è conclusa con il tradizionale scambio di piccoli doni tra Girlando e Cavaretta ed
a seguire la cena conviviale presso un ristorante del centro storico di Marsala.
Sezione di Agrigento Ad un emozionatissimo Manuel Volpi, la Sezione di Agrigento, in collaborazione con l’Amministrazione del comune di Canicattì, assegna, al termine di una suggestiva cerimonia, il prestigioso Premio dedicato al magistrato siciliano ucciso dalla mafia, Rosario Angelo Livatino, come arbitro più giovane esordiente in Serie A che si sia particolarmente distinto per valori tecnici e comportamentali. La serata, tenuta nel centralissimo Teatro Sociale il 21 marzo scorso, alla presenza di numerose autorità civili, sportive e religiose, ha ricordato la figura e l’opera del magistrato scomparso, attraverso le parole degli intervenuti e con un interessante dibattito che ha avuto come tema “Sport e legalità: un unico valore”, coordinata da Salvo Ognibene, associato AIA. Una figura, quella di Livatino, che va adeguatamente ricordata nella vita di tutti i giorni e, attraverso il suo esempio, conformarsi ai suoi principi, difendere e proteggere tali comportamenti, nello sport, nell’integrazione, nel rispetto delle regole, nella legalità. Questi sono stati anche i punti principali toccati unanimemente dall’assessore regionale allo sport, il prefetto di Agrigento, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri, della guardia di finanza e della capitaneria di porto, il sindaco della città e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti regionale. Per la Chiesa Livatino è un martire della giustizia e della fede per il quale si sta portando avanti la causa di santità. “Una figura da cui prendere esempio – ha sottolineato il vice presidente dell’AIA Narciso Pisacreta durante la tavola rotonda – e le nostre sezioni si possono considerare degli avamposti della giustizia; cerchiamo di portare nei campi di calcio il rispetto delle regole e facciamo crescere i nostri ragazzi con la cultura della legalità, consapevoli che le regole non sono dei limiti, anzi ci rendono liberi fino a quando non intacchiamo la libertà degli altri”. Numeroso il pubblico presente, oltre a tutto il Comitato Regionale Arbitri, ai presidenti di sezione siciliani e a tanti arbitri della regione. “Siamo d’accordo con il parallelismo tra giudici e arbitri che questo premio sottolinea – ha commentato Michele Cavarretta, presidente del CRA Sicilia – perché entrambi nei loro ruoli applicano con imparzialità i regolamenti e percorrono la legalità”. Emozionatissimo Manuel Volpi ha ritirato l’ambito riconoscimento con grande orgoglio: “Sento ora una maggiore responsabilità – ha detto Emanuel – e scenderò in campo portando l’esempio di un grande uomo e di un magistrato di assoluta integrità morale che ha fatto il proprio dovere”. Molto soddisfatto il presidente della Sezione di Agrigento Calogero Drago che assieme ai suoi collaboratori si è oltremodo speso per l’ottima riuscita della manifestazione giunta alla seconda edizione. “Penso – ha detto Drago – che gli obiettivi dell’iniziativa si confermano in tutta la loro rilevanza e validità morale e servano da insegnamento per i nostri giovani arbitri, che saranno anch’essi portatori di legalità e profondi valori etici”.